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Archive for maggio 2007

Giorno verrà

Il conduttore

 

bordertownNon è, il titolo, una mia invenzione. Piuttosto una di quelle reminiscenze che affiorano in certi momenti in cui ti chiedi : “Ma ne vale la pena?” E ti accorgi, guardandoti intorno, che ne vale, sempre e comunque, la pena. Una cara amica, non è molto il tempo trascorso, mi parlava –a proposito di un intervento ufficiale che terrà di fonte alle Istituzioni della provincia di Cagliari- della cosa più spaventosa con la quale io sia venuto a conoscenza, dopo la Shoà ed il film in cui si raccontava (garage Olimpo, se la memoria non mi ha del tutto tradito) della bestiale soluzione finale derivata dalla dittatura Argentina. Dico “derivata” perché la eliminazione non fu originale: fu quella nazista, attuata dai nazisti emigrati in Argentina (Wiesenthal ne contò 10mila) con metodi moderni, dopo che il Vaticano –ed è reale, non un chiodo fisso- ne aveva permesso fuga ed evasione. Non è questo il momento di approfondimento, ma scettici e revisionisti studino l’ Operazione Odessa. (altro…)

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Il Censore
(con filmato intervista all’On. Elias Vacca  deputato Pdci)

 

Generalità
Va posto in premessa che quanto verificatosi nei comuni ( e province) interessati in campo nazionale ha varie cause di attribuzione che non differiscono molto da quanto è accaduto nell’Isola come conseguenza del comportamento generale delle forze di governo nazionale cui aggiungiamo il messaggio fortemente in chiave “anticomunista” gestito (ossessivamente, ma con frasi “date per certe” -quasi dati di fatto- (le cose vanno male per la cattiva influenza dei comunisti al governo) dall’opposizione e dalla insofferenza verso la “sinistra radicale” che è stata portata anche all’interno della coalizione di maggioranza; dal potere confindustriale (comunisti per la statalizzazione e contro il mercato libero) ; dal potere della gerarchia ecclesiastica (la sinistra radicale sfascia la famiglia) tutto questo con il contorno dei mezzi di comunicazione di massa.
Fattori decisivi risultano:” (altro…)

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Vincenzo A. Romano

 

Libri BruciatiLa prima volta che mi accostai al Don Chisciotte di Pierre Menard ero assolutamente ignaro, ma ciò dipendeva comunque dal fatto che il volume non fosse rilegato ma disordinatamente squinternato, che si trattasse non dell’inizio del romanzo bensì dell’ incipit di un frammento del IX capitolo che in seguito potei completare solo con altri brandelli del dodicesimo e del trentottesimo.
Una lettura incompleta, lontana dalle reminiscenze del Cervantes, ma che mi aveva rapito.
Diversa e traumatizzante, di contro, la lettura del volume di Ray Bradbury Fahrenheit 451 con le sue squadre di pompieri iconoclasti ossessivamente impegnati a distruggere tutto il sapere scritto (Orwell in 1984 si occuperà di quello televisivo) in cui il Milite Guy Montag rimane l’ultimo epigono di una cultura destinata ad estinguersi nell’ignoranza, concausa della distruzione nucleare.
Ogni volta vado, con l’immaginazione, alla notte dei roghi dei libri , quel 10 maggio del 1933 ad opera dei nazisti e mi torna alla mente una copia tedesca ( o viennese) la cui copertina, era il Die Blendung di Canetti (L’accecamento , in italiano: Auto da fè) “con il professor Kien che ride così forte,come non ha mai riso in tutta la sua vita, mentre il fuoco, di un rosso non vistoso sul fondo avana, avvolge lui e i suoi libri, e sale fino a lambire il nome dell’autore sotto il titolo leggermente incurvato, come sospinto verso l’alto dall’aria calda. La firma “Kubin” è ben leggibile sulla destra, parallela alle fiamme che si alzano dai dorsi di alcuni volumi massicci.” (altro…)

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