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Archive for giugno 2007

Il parere
di Vincenzo A. Romano
Ventidue anni sono trascorsi dal primo G8 (nel 1975 Valéry Giscard d’Estaing riunì 6 “governanti”, per la prima volta a Rambouillet in Francia con lo scopo di affrontare la grande crisi petrolifera), ma non sono stati sufficienti ad insegnare agli Stati occidentali, perché di questo si tratta, che ai fini pratici altro non si tratta che di accodarsi, per i governi minori, alle politiche di due o tre potenze –ora c’è anche la Russia- per lo sfruttamento intensivo degli ultimi fattori e fonti energetici -a scapito dei barbari produttori- per gli eredi della Quadrilateral americana e la Trilateral europea che fino al 1972 circa, riduceva il governo del mondo nelle mani di pochi rappresentanti che vedevano sempre e fra gli altri i Giscard d’Estaing, i Rotschild e gli Agnelli a rappresentare gli interessi –già in via di globalizzazione- del nord europeo ed americano.

 

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di Vincenzo .A. Romano
Presentiamo oggi per la rubrica “Politica” un articolo di Iacopo Venier comparso sul sito del Parlamentare comunista. Il tema scottante è quello della occupazione oscena dello spazio politico democratico da parte di persone che fanno politica per ragioni diverse dall’impegno ideale che è stato sino a qualche lustro fa la molla che spingeva tanti cittadini al lavoro, dentro un partito, per migliorare la qualità della vita dei propri simili, dei concittadini, dei connazionali, delle masse sofferenti e prive di difesa del mondo.
L’analisi di Venier riguarda questa differenza di guardare alla politica fra il vecchio concetto ed il nuovo professionismo “arruffone” ed “arraffone” in cui il fare politica non è più servizio, al contrario mezzo per scalate sociali, economiche e in ultima analisi per elevare “il proprio” stato sociale a scapito del resto, della massa degli amministrati, governati e/o comunque sottoposti.
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V.A.R
Sempre più spesso la politica sta allontanando i giovani da se stessa nel senso che “gli atti dei politici ed i comportamenti dei politici” risultano incomprensibili soprattutto alle masse giovanili che rimangono confuse e disorientate mancando di riferimenti sicuri che, al contrario, la nostra generazione aveva avuti oppure si era procurata, alla fine degli anni sessanta, recependo quel movimento che partito proprio dagli Stati Uniti (come dimenticare Joan Baez e Bob Dylan e le loro marce e le loro canzoni per i diritti civili) e attraversato il “maggio Francese” cantato da noi con le parole di De Andrè e le sue musiche (insieme a Nicola Piovani) aveva entusiasmato ed accompagnato parte della nostra giovinezza.
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Vincenzo A. Romano

Tacito è pieno di esempi di uomini illustri che preferirono la morte al disonore: da Cornelio Merola a Mitridate, la stessa Cleopatra preferì quella soluzione pur di non subire l’onta della sottomissione. Anche Seneca si fece uccidere da uno schiavo (non per viltà, per uso) e non riuscitovi si avvelenò e si immerse in una vasca d’acqua calda. Ci spiega, sempre Tacito, che ai vecchi il sangue defluisce lento e l’immersione ne provocò una dolorosa morte per soffocamento. Da un senatore che condivide le idee di un partito che nei suoi visceri ha “i fasci di Roma”, non ci saremmo attesi -e nemmeno lo pretendiamo- un analogo comportamento, ma almeno ci saremmo aspettati grandi scuse. (altro…)

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C.P., 10 giugno 2007
da Aprileonline

Doveva essere la kermesse della politica, ma piazza del Popolo è lontana dal cuore dei militanti della sinistra. Così, protagonista della giornata è il faccia a faccia di Giordano e Diliberto con una cinquantina di vicentini venuti a chiedere conto delle promesse fatte un anno fa e non mantenute (altro…)

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Vincenzo A. Romano
Concordo meglio, per il mio modo di vedere le cose, con il questore di Genova piuttosto che col ministro Chiti che sbraita per telegiornali e radiointerviste sulla “grande minaccia da non sottovalutare” per l’ultima busta inviata al presidente della CEI, che come ex Ordinario Militare pare non abbia fatto una piega, contenente tre pallottole ed un foglio ingiurioso. Su una cosa dissento dal questore. La storia del mitomane. Cerco di spiegare anche il perché di questa mezza idea che da tempo, risalente alle reiterate intemperanze ruiniane, vado maturando con una mezza, ancora mezza, certezza di non essere del tutto fuori strada. (altro…)

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La fatwa del Vaticano

Ovverosia quando la Chiesa di Cristo insegue censura e vendetta
Vincenzo A. Romano

Andrea Rivera nulla ha detto di diverso di quanto vanno predicando taluni teologi –quelli meno importanti se la cavano mentre i teologi della liberazione rischiano la scomunica- : la Chiesa Apostolica Romana è ferma da duemila anni ha detto Rivera dal palco di piazza san Giovanni e si è attirato l’accusa di “terrorista” che oggi spetta –indefettibilmemte- a tutti coloro che il Potere non sopporta. Rileggiamo cosa si sono detti i due, attingendo i quotidiani a disposizione.
Rivera ha pressappoco affermato: “Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta”. “Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana. E’ giusto così, assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni”. Al che l’Osservatore Romano ha con violenza ribattuto “Anche questo è terrorismo . (altro…)

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