Questo intervento non è contro LaMerica (cioè non è anti U.S.A.), ma non posso fare a meno di presentarvi uno scenario impressionante di come, in uno Stato a ragione considerato una delle culle della democrazia moderna, un uso personale, spietato ed ignorante della forza possa portare ad effetti aberranti come quelli che propongo in questa pagina. Il fatto è, come spiega nel filmato il cittadino americano, che si sta perdendo ogni limite. Superfluo parlare dell’amministrazione in carica e della nuova violenta spinta imperialistica della “guerra permanente”, l’ossessione della sicurezza, il considerare l’altro come nemico ha contagiato ormai anche l’altra parte, quella democratica che si candida al governo della potenza in espansione. L’arresto – in Italia inconcepibile del ragazzo che fa una domanda scomoda a John Kerry (lo ricordate avversario di Bush?) – è un atto di violenza inaudita anche perché seguito dal “taseramento” cioè la scossa elettrica ad altissimo voltaggio data con le “pistole buone”
La reazione dei poliziotti, o agenti di sicurezza o quel che sono, è -al di là di ogni ragionevole comportamento- di una violenza estrema. Quello che più colpisce ed è cosa inaudita, è il fatto che John Kerry non abbia fermato la violenza. Bastava una parola dal palco per fermare il pestaggio perché quelli erano gli agenti per la sua sicurezza. Domanda: «Se vincerà un Presidente Democratico, cambieranno le cose?» Pessimisticamente dico «No»
E ancora
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[...] era totale. Le polizie nordamericane non sono nuove a questi abusi come abbiamo documentato in un altro post. Qui la vittima era stata uno studente che aveva fatto una domanda scomoda a John Kerry, mentre [...]