Fu un crimine contro l’umanità quello perpetrato dal 16ª battaglione SS della 16. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS comandato dal Maggiore Walter Raeder (lo si è sospettato anche dell’eliminazione del cancelliere austriaco Dolfuss) a Sant’Anna una frazione del comune di Stazzema (558 trucidati) a Vinca, Fivizzano e Valla. Cinque giorni di stragi compiute con bombe a mano, lanciafiamme e mitragliette. Oltre 770 i morti in quella zona a ridosso delle Alpi apuane. Era il 12 agosto 1944 e le stragi sarebbero continuate ancora nei comuni vicini sospettati di ospitare partigiani della formazione Stella Rossa. Così si arrivò all’eccidio di Marzabotto con 770 vittime civili, donne vecchi e bambini soprattutto. Così volle il comandante militare maresciallo Kesserling cui l’Italia dei civili e delle formazioni partigiane devono tanti morti. Raeder fu condannato nel 1951, ma poi liberato per ragioni politiche e reso all’Austria. Altri massacratori Gerhard Sommer e gli ex sottufficiali George Rauch e Karl Gropler furono condannati dal Tribunale di La Spezia (erano tutti ottantenni) all’ergastolo per il massacro di sant’Anna. Oggi 8 novembre 2007 – dopo che la Corte militare d’Appello di Roma aveva confermato le sentenze- lo ha fatto anche la Suprema Corte rendendole definitive.
Sant’Anna di Stazzema, un po’ di giustizia
Novembre 8, 2007 di arouetvoltaire
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