Le ragioni dell’aragosta, anche se Loche sospetta sia un astice

«Non ho avuto tempo per la mia domanda, non ho avuto il coraggio d’interrompere il dibattito sull’anfiteatro di cagliari, i commenti sulla “nuova” copertina della sardegna lontana dal billionaire o Lele mora. Non l’ho fatto e me ne sono un pò pentito… Sono corso a casa, mi sono iscritto al tuo blog e ti ho scritto immediatamente. Ero in prima fila e non riuscivo a fare altro che guardarti, ammirare l’impegno, le capacità, la carica artistica e umana che ancora una volta hai dimostrato in questo film che come giustamente hai sottolineato non vuole essere una metafora bensì la rappresentazione dell’impegno e della dedizione di “splendida gente comune” nell’inseguire un obiettivo colletivo: aragosta, libertà o democrazia che sia. La mia non è una domanda (è forse anche per questo che non me la sono sentita di interrompere i tanti dubbi riguardo la possibile matrice politica del film..) è una semplice esternazione di una profonda stima che nutro per gente che come te che usa le proprie capacità, il proprio ingegno, le proprie doti e soprattutto uno straordinario carisma per risvegliare le coscienze degli italiani. Sono riuscito a stringerti la mano e mi sono emozionato… Filippo»
Per aprire sullo spettacolo, che è seguito al film : Le ragioni dell’Aragosta proiettato ieri pomeriggio a Cagliari ed al cinema Odissea – giusto per prevenire le obiezioni dei lettori, ma Filippo così scrie nella foga del commento-, mi sono servito del blog di Sabina Guzzanti sul quale Filippo ha lasciato i suoi dubbi e le sue domande. Spettacolo perchè ogni momento di Sabina Guzzanti è spettacolo che ammalia anche quando racconta eventi tragici o che ripugnano al nostro intelletto come, per esempio, la guerra secondo il catechismo di Ratzinger per cui acquisisce valore morale se si ha probabilità di vincerla. Il film pare avere l’aspetto di un backstage di qualcosa che è avvenuto (lo spetttacolo in favore dei pescatori ormai allo stremo all’Anfiteatro romano di Cagliari), ma che in realtà non avverà mai.

E la Guzzanti è una regista dei, e sui, fatti dell’oggi nochè delle battagliae di ieri: la grande sconfitta operaia di Torino dopo la “marcia dei quarantamila”. Gli attori sono quelli dell’indimenticabile Avanzi che non può tornare perchè vissuto in una televisione momentaneamente orfana del bastone politico. La sinistra decrepita ed allo sbando, la disillusione, Berlusconi con la sua cazzata quotidiana, Loche col suo eterno, ma sempre da realizzare, spettacolo su un traghetto per Civitavecchia, le voci scorate dei pescatori ed il viso cotto dal sole di Giovanni Usai -centro dell’idea cui si attorciglia il canovaccio del racconto- sono il momento del film che poi la regista e gli attori continuano con il colloqui con gli spettaori bramosi di sapere, che le trasferiscono problemi che sulle sue spalle non stanno (togliere o non togliere l’obbrobrio dei palchi sui gradoni millenari?). Tornerai in TV? Non mi ci vogliono e non tornerei, ho trovato una altra strada per far circolare le mie idee.
Qualche ora più tardi, sulla televisione di stato, Rosy Bindi -ancora- non aveva capito che la “gente” è stufa. Non sentiva e non voleva sentire l’allarme di Diamanti, non capiva la voglia di nuovo. Le ragioni del gambero.
Nota: scrive la Guzzanti sul suo Blog:
Finalmente in Sardegna
Sempre grazie per i vostri commenti. Mi fa piacere che qualcuno abbia visto micromega sull’aragosta, è proprio un blog di intellettuali, capperi!
Oggi sono arrivate a roma alcune cassette con i filmati che abbiamo spedito. domani dovrebbero essere on line. Mi devo comprare un programma per comprimere dal portatile, lo so.
Tra una settimanella questo blog cambierà aspetto, se tutto va bene e diventerà un centro di raccolta di spiriti liberi. I curriculum degli autori e ricercatori saranno pubblicati e a disposizione di tutti e in più si trasformerà in una sorta di rivista culturale. E’ inutile che vi spieghi lo vedrete.
A Torino ho incontrato Perotti, l’operario che ha girato diverse immagini alla Fiat che ho usato nel film. Ora fa una mostra di pupazzi con testi di altan e benni che partea Napoli il 20. Il 20 invece a Napoli non ci vado più, vado il 21, perché sono da Santoro.
Incontro sempre nelle sale dei poveri ragazzi molto gentili ed educati dei gruppi degli amici di Grillo che mi domandano se secondo me sono dei terroristi, filo fascisti demagoghi e popolusti. Io li osservo un po’, ma devo dire non vedo segni di furore o di pericolo. Mi sembrano persone fin troppo miti.
A Piacenza in albergo nella stanza della colazione sono incappata nello staff di Letta che fa la campagna per le primarie del PD. Persone piuttosto tristi, il capo come molti ds era pelato, giovane e autoritario, le donne perlo più eseguivano gli ordini per quel poco che ho visto. La sera prima nel cinema il pubblico si era lamentato perché Letta durante la convention aveva cantato. E nei mesi precedenti erano stati funestati da altri politici cantanti. In questa come altre circostanze è difficile trovare le parole per consolare le vittime. Si potrebbero raccogliere le firme anche per questo, basta cantare?
Avete visto che ieri Veltroni ha quasi detto basta col controllo dei politici in tv?” Quasi eh, non proprio così, ma si può dire è un passo nella direzione della legge di iniziativa popolare per cui abbiamo raccolto le firme l’anno scorso.
Vedo sempre foto della Brambilla. Ma ci dobbiamo credere che Berl lasci il testimone a qualcuno? Io penso che non lo lascrà a nessuno, per questo ha scelto la Brambilla che è come dire nessuno. Correggerà anche l’odissea, Polifemo chiederà: “come ti chiami?” e Ulisse: “Brambilla”.
By sabinaguzzanti at 17 Set 2007

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sabina torna, sei fenomenale
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