Spartacus
Qualunque valenza si voglia dare alla citazione evangelica (originale) i sepolcri imbiancati l’anno rovesciata. Prima il sequestro del sito di Molleindustria per un presunto giochino pedofilo che in pratica metteva alla berlina i preti pedofili. Oggi la notizia del sequestro soft del blog di Pietro Ricca per la querela (diffamazione) presentata alla magistratura dal giornalista Emilio Fede per i fatti evidenziati in un video, che la magistratura non ha avuto il potere di sequestrare su You Tube, e che –con molta probabilità- darà ragione alla controquerela di Ricca. È vero che esiste il sequestro preventivo per la tutela di un diffamato (oppure presunto diffamato) . Ma la reazione di Emilio Fede è furibonda ed inutile.Eppoi in questo mondo dove la gente vera si ammazza per un tozzo di pane –che nemmeno riesce sempre ad ottenere- andare in giro con gorilla e guardiaspalle è l’indice più osceno e volgare della tracotanza di talune persone. Una sequestro dopo l’altro dà il clima di terrore, sospetto, illegalità diffusa in cui sta immergendosi –quasi con ipnotico piacere- parte del popolo italiano che non si affida più alle proprie ragioni, che spesso non ha; perché stravolge il diritto salvo poi, colpito, correre da quella magistratura che per anni aveva vilipeso per chiedere aiuto e protezione come ad una comprensiva ed immemore mammina.
Ma, come succede in questi, casi esplode nella sua irrefrenabilità la forza della libertà democratica. La notizia vola e si diffonde. Rimbalza da un capo all’altro dell’universo incomprimibile che è la rete (ed infatti sognano, la notte, come imbrigliarla) si “globalizza”.
Noi siamo del parere che Emilio Fede sia andato, come si dice oggi, un poco troppo sopra le righe anche perché in Ricca vede il nemico. E parlo del nemico vero, quello della teoria schmidttiana nota a chi ha studiato il diritto. E lo vede nemico per le sue posizioni di affermazione di legalità che si incrociano con i diversi interessi di Fede (vedi l’ appoggio per la apertura di Europa 7).
E’ vero che la magistratura deve seguire il suo corso, che l’azione penale è obbligatoria, ma la discrezionalità del giudice dove la mettiamo? Proprio in un cantuccio? O non aveva ragione il grande Carnelutti nell’affermare che : “non la legge è misura della giustizia, ma la giustizia è misura della legge”?
Ma come fare se pure i magistrati, nei loro convegni denunciano “richieste che trasudano pretese “imperiali” per vietare ai giudici scelte interpretative difformi da quelle preferite dal legislatore di maggioranza ?
Continuare a fare informazione nella speranza che il “nostro” giudice –capitando il caso- sia uno di quelli che si sentono dipendere solo dalla legge e che pensino sia la giustizia ad essere misura della legge.
Rimane tutto da verificare il fatto, riportato da Unità online “che il sito sia stato sequestrato per decisione del pubblico ministero, senza necessità di un’ordinanza del Tribunale così come previsto dalla legislazione sulla stampa “.
*Le disposizioni della legge sulla stampa previste dall’art. 21 non sono mai state emanate. Ma c’è il RDL 31 maggio 1946, n. 561 “Norme sul sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni” che dispone:
Art. 1
Non si può procedere al sequestro della edizione dei giornali o di qualsiasi altra pubblicazione o stampato, contemplati nell’Editto sulla stampa 26 marzo 1848, n.695, se non in virtù di una sentenza irrevocabile dell’autorità giudiziaria.
E’ tuttavia consentito all’autorità giudiziaria di disporre il sequestro di non oltre tre esemplari dei giornali o delle pubblicazioni o stampati, che importino una violazione della legge penale.
Ora, dopo che l’art. 1 della legge 62/01 ha equiparato l’informazione telematica alla stampa, non c’è dubbio che qualsiasi sequestro operato al di fuori delle esplicite previsioni normative è illegittimo, in particolare se motivato con presunte violazioni del diritto d’autore o con crimini informatici di varia natura.
Le ragioni all’origine della incriminata intervista di Pietro Ricca ad Emilio Fede.
La risposta del Ministro Gentiloni sulla fatwa (addirittura!) di Beppe Grillo
English version































