Considerazioni su di un articolo a proposito di un manifesto
Ovverossia una lettura diversa da Barranca nei cui confronti il motto non perde efficacia
Il Censore
“Trovare una forma di associazione che difenda e protegga con tutta la forza comune la persona e i beni di ogni associato e per la quale ciascuno, unendosi a tutti, non obbedisca che a se stesso, e resti libero come prima”.
“Ciascuno di noi mette in comune la sua persona ed ogni suo potere sotto la suprema direzione della volontà generale; e noi tutti in corpo consideriamo ogni singolo membro come parte indivisibile del tutto”
Ci era sfuggita –sino a quando qualcuno lo ha fatto notare- una riflessione del dottor Barranca apparsa su un quotidiano di qualche giorno fa a proposito di un manifesto del Pdci su cui, fra la folla, campeggia la scritta “Ognuno di noi da solo non vale nulla”.
La frase (come fa dottamente notare il dottore) fu pronunciata da Che Guevara e di questo liberatore di popoli –per fare un esempio- il sito http://www.filosofico.net/ ne tramanda, anch’ esse fuori contesto, una sfilza. Sono tutte frasi, motti, detti che valgono –anche fuori contesto- per la forza del contenuto che lanciano anche in diversi momenti.
“Sinite parvulos venire ad me”, “E’ più facile che un cammello entri nella cruna dell’ago che un ricco mercante nel regno dei cieli”, “Proletari di tutto il mondo unitevi”, “Bixio qui si fa l’Italia o si muore” riproducono concetti espressi da duemila anni a questa parte.
Dalla carità per l’innocenza, alla condanna del ricco mercante, ad un ideale di rivoluzione sino alla provincialotta frase che vuole costruire un paese.
Si usano perché sono belle o paradigmatiche o per aver colto un attimo o dato un impulso.
Si citano, così come si fa ancora il “Giuramento di Ippocrate” senza che nessuno sfotta i medici che lo pronunciano accingendosi ad usare un fascio laser per tagliare un tessuto.
Su uno dei manifesti citati dal dottor Barranca, un comunista autoironico, era il tempo delle panie per il Governo Prodi, scrisse “ma Rossi si”.
Quell’anima candida che scherzava su se stessa non era un comunista stupido che voleva ricostruire i Soviet o le masse all’assalto del capitale delle multinazionali della Bayer o della Sigma -Tau, ma un uomo che aveva capito il senso del messaggio in questa società egoista ed egocentrica, dove un poco di comunismo platonico, cristiano, e perché no, marxiano non guasterebbe.
Il sud dell’ America si sta appena liberando dal giogo capitalista iperliberista (a parte il Messico dove sta tornando una bieca repressione che distrugge quaranta giornali all’anno ed incarcera i giornalisti e gli oppositori) proprio in virtù delle idee di Che Guevara che , guarda caso, era medico e per giunta uomo di grande cultura che conosceva Marx quanto Rousseau che in fin dei conti diceva, in un trattato, quello che il Che sintetizzò in una frase.
Ma siccome non tutti i medici ricordano il “Contratto sociale”, abbiamo pensato di riportarne due paragrafi in testa a queste poche battute.
Si dovrà convenire che il motto “Ognuno di noi da solo non vale nulla” sia più incisivo ed assimilabile del “Contratto” o degli equivalenti studi di Locke e Hobbes.
English version































