Vincenzo A. Romano
Tacito è pieno di esempi di uomini illustri che preferirono la morte al disonore: da Cornelio Merola a Mitridate, la stessa Cleopatra preferì quella soluzione pur di non subire l’onta della sottomissione. Anche Seneca si fece uccidere da uno schiavo (non per viltà, per uso) e non riuscitovi si avvelenò e si immerse in una vasca d’acqua calda. Ci spiega, sempre Tacito, che ai vecchi il sangue defluisce lento e l’immersione ne provocò una dolorosa morte per soffocamento. Da un senatore che condivide le idee di un partito che nei suoi visceri ha “i fasci di Roma”, non ci saremmo attesi -e nemmeno lo pretendiamo- un analogo comportamento, ma almeno ci saremmo aspettati grandi scuse. Invece, mentre il ministro giapponese per l’agricoltura si suicidava (ignorato dalla stampa italiana) per sfuggire alla vergogna di avere abusato di mezzi e denaro dello stato, il Senatore Selva Gustavo –il roboante anticomunista che tuona contro chi manifesta per la pace ed i poveri- si faceva trasportare , pare con sotterfugio, presso gli studi de La 7 per urlare “e pontificare di morale e comportamento giusto” con un’autoambulanza del 118.
Si sa, Roma era intasata per il traffico in occasione della visita di Bush ed il Senatore -sparatasi una flebo giustificativa (forsanco tonicizzante)- si faceva trasportare a sirene spiegate in uno studio televisivo a pontificare di comportamenti moralmente corretti e di devozione agli americani che ci avevano, a suo tempo, liberati dalla dittatura.
Ora , ad ascoltare Selva, Fini, Ronchi e persino Gasparri e la Russa –tutti di AN (protome posticcia del vecchio fascistissimo MSI) ci si rende conto della impudenza italica.
I nipotini del Duce, quasi a rafforzare il tradimento, inneggiano e innalzano peana ai nipotini di quelli che gli massacrarono i nonni da Anzio a Montecassino appena sessant’anni fa.
E nel furore moralistico tacciano d’immoralità chi si può vantare di essere a sua volta nipote, o addirittura reduce, di quelli che, al fianco degli americani, i fascisti li cacciarono.
Colossale sbornia d’incompetenza politica, di schieramento precostituito che se può andare bene per Giuliano Ferrara che i soldi (in nero) ammette di averli presi e proprio dagli americani per tradire il governo di cui faceva parte, questi qui dovrebbero essere incazzati con gli americani che fornirono le armi al plotone di esecuzione che eseguì, su Mussolini ed i gerarchi, la sentenza del Governo provvisorio di Liberazione nazionale.
Questo così, tanto per rimettere i puntini sulle i giuste in attesa dei chiarimenti che l’inchiesta Marrazzo ha disposto sulle ambulanze “d’emergenza” di stanza a Palazzo Chigi !
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